Il fumetto d’autore ha una realtà editoriale

intervista fumetti italiani

Il confine del fumetto d’autore.

Il fumetto d’autore non è sempre una realtà editoriale. Ho avuto la fortuna di intervistare OBLOQUOR proprio per contestualizzare l’argomento FUMETTI. Mi piacerebbe etichettarlo come blogger o esperto del fumetto o sceneggiatore, ma ho riscontrato serie difficoltà nel presentarlo. Scopri il suo profilo da sceneggiatore su Fiverr.

Difatti in questa intervista, che gentilmente mi ha concesso, illustra una panoramica del mercato del fumetto e il gioco dei ruoli dei suoi componenti in modo evidente ma allo stesso tempo eclettico. La scelta dei suoi canali web e social, e dei suoi intervistati fanno la differenza tra gli influencer di oggi che puntano alle vendite di fumetti d’autore piuttosto che alla condivisione di talenti meno conosciuti.

Il suo blog è da salvare tra i preferiti, riporta contenuti non soliti trovare tra i fumetti online delle grandi testate. Per questo sostengo progetti come il suo che danno voce ai fumettisti che cercano nuova visibilità online.

Mettiti comodo e prendi un caffè: è l’ora di OBLOQUOR e la sua visione del fumetto!

1 – Secondo te qual è il futuro dell’editoria del fumetto in Italia?

Futuro? Beh diciamo che è già tanto se arrivo a domani, no forse sono troppo pessimista rifacciamola. L’editoria italiana è in una fase della vita in cui fa cose e vede gente. I grandi editori italiani sono in larga parte dei finti editori, tutto quello che fanno è tradurre e distribuire fumetti esteri sul mercato italiano. Per carità sono scelte, ma in questo modo solo la piccola editoria punta su fumetti nostrani. Se un domani le grandi case editrici estere decidessero di mettere online il loro catalogo, con tanto di traduzioni, gli unici fumetti con uscita regolare sarebbero Zagor e Tex. Non credo che una situazione del genere vada molto bene. Aggiungiamoci come i nostri editori\distributori invece di aiutare le fumetterie aprono negozi online facendo finta di niente, che su questi store online ci sono sconti spesso non a norma di legge e… mi fermo solo perché se continuo mi esplode il fegato. La piccola editoria esiste ma non è in grado di arrivare al pubblico generalista, se la situazione continua così i fumetti diventeranno come il teatro: un passatempo d’élite, costoso e per pochi intenditori, chi compra fumetti d’autore sa già che è così. Poi io sono abbastanza contro la decisione di alcuni editori di puntare sugli youtuber. Non per qualcosa, però finché ti limiti a mandargli i fumetti  per fare pubblicità è una roba. Se incominci a pubblicare il loro fumetto nella speranza che i fan te lo comprino significa che non hai un piano editoriale a lungo termine. I fumetti vendono meno dei libri,  il pubblico su internet poi non è fidelizzato a tal punto da spendere i soldi  per un fumetto. Alla fine c’è sempre il mercato degli indipendenti che qualche soddisfazione la da, non chiedermi il futuro dell’editoria italiana, chiedimi quello dei fumettisti italiani, loro un modo per pubblicare lo troveranno! 

2 – Anche tu come me hai adottato lo strumento dell’intervista per dare visibilità a fumettisti fuori dai contesti editoriali. Quali strumenti e canali web hai scelto per il tuo blog e dove ottieni più riscontro.

Allora OBLOQUOR, non solo scrittura è il mio blog, ce ne sono tanti come lui ma questo è il mio! No sto scherzando, in un periodo “social” come il nostro è difficile dire dove raggiungo più riscontro. A differenza di molti noi due abbiamo deciso di rimanere con un blog tradizionale e questo già ci tira fuori dal grande “traffico” di internet, mettiamoci in mezzo come trattiamo entrambi una nicchia del mercato del libro come il fumetto, aggiungiamoci anche come di questa nicchia parliamo di autori spesso semi sconosciuti e abbiamo un traffico molto basso. Più di riscontro io parlerei di soddisfazioni, ho un centinaio di lettori “affezionati” che nel corso della settimana visitano sempre il mio blog, questo mi riempie d’orgoglio ma sono ben lontano dal creare la mia community. Di recente però altre soddisfazioni stanno venendo da Telegram, sarà per il fatto che lì commento le notizie del mondo del fumetto in forma di audio. Facciamo che ci sto lavorando, ok?  

3 – Sei uno sceneggiatore: quale consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere per il fumetto?

Allora come prima cosa c’è da distinguere tra sceneggiatori, disegnatori ed autori completi. Per quanto riguarda gli sceneggiatori tutto quello che posso dire è: studiate, studiate, studiate, divertitevi, informatevi, studiate studiate studiate. Sapete come si studia? Si leggono libri, interviste ecc ecc. Poi cercatevi un disegnatore alle prime armi ed imparate a parlarci, imparate a comunicare, non dovete per forza diventarci amici ma dovete imparare a dire a quella persona che disegna quello che deve fare e come. Tutto il resto si impara facendolo. Parliamo adesso ai disegnatori, non fate finta di essere degli autori completi, avere un’idea non significa avere una storia. Puoi disegnare quella mano e quel piede benissimo ma non basta, studia qualche rudimento di scrittura creativa o abbi l’umiltà di cercarti uno sceneggiatore. Adesso veniamo a voi autori completi, partiamo dal fatto che vi odio, che siete delle bestie di satana e che vedo tantissimi di voi in preda a deliri artistico-religiosi. Spesso vi presentate agli editori in modo troppo disordinato, con il risultato è che avete preso tante di quelle porte in faccia da aver perso il conto. Prima di iniziare l’ennesimo progetto, perché non vi fermate a riflettere? Siete l’anello di congiunzione tra uno sceneggiatore ed un disegnatore, dovreste essere una specie di dio in terra, non la prova inconfutabile del fatto che ci siamo evoluti dalla scimmie. Spendete due secondi in più a creare una storia, a caratterizzare i personaggi, fate qualcosa di nuovo… non andate avanti per l’ennesima volta senza un’obiettivo. 

4 – Per il prossimo futuro ci sono le pubblicazioni su Tapas e Webtoon, piattaforme di webcomics ben strutturate ma nascondi una storia nel cassetto?

Cassetto? Ricordo ancora quando le mie storie stavano tutti in un cassetto, adesso devo noleggiare un hangar solo per le bozze dei soggetti di alcune di queste. No mi dispiace, al momento ho tante storie ma prima voglio crescere di più come sceneggiatore. Devo ancora studiare, studiare, studiare, studiare, divertirmi, informarmi, studiare, studiare, studiare prima di presentarmi con una storia da pubblicare. Nel frattempo sto con i ragazzi della Onion Comics e da giugno vedrete di cosa sono capace.
5 – Spieghami perché Obloquor e perché una cipolla in francese Onion?Non sapevo che Onion si usasse anche in francese, io lo pronuncio all’inglese,  guarda quante cose si imparano oggi. Comunque la cipolla per me rappresenta il mio stile di scrittura, sono un autore che varia molto a livello di generi, come gli strati della cipolla. Passo dalla tragedia alla commedia, dal pulp all’avventura e così via. Naturalmente ci sono generi che ritengo più “personali”come gli strati più interni, ma lavorando spesso su sceneggiature commissionate da altri  faccio esperienza un po’ in tutto, come gli strati più esterni. Obloquor invece è un verbo latino, può essere tradotto in vari modi ma io lo traduco come “parlare troppo”. Se dovessi descrivermi con una sola parola userei questo verbo, sono un individuo che parla decisamente troppo e concretizza troppo poco. Lo uso come una specie di insulto\ discorso motivazionale, mi ricorda che devo impegnarmi nel concretizzare quello che faccio e non lasciare le cose a metà.  

6 – Come scegli i tuoi interlocutori? E su quali punti vuoi raccontare il lavoro da fumettista?

Hei ma fai fumetti! Wow ti andrebbe un’intervista? Io credo che essendo uno sceneggiatore non dovrei fare le interviste, c’è giusto un po’ di conflitto di interessi. Tuttavia dagli altri si può imparare veramente tanto tramite le interviste, le domande che faccio riguardano molto l’ambito lavorativo e la percezione di se stessi come fumettisti. Aspetti fondamentali se si vuole lavorare in questo settore. Sono pochi quelli che nel mezzo di un’intervista ti chiedono “hei con i collegi come va?”. Io lo faccio perché so come parlare con gli altri fumettisti ti aiuta a creare nuovi contatti, nuovi contatti significa potenziali nuovi lavori, nuovi lavori significa possibili guadagni. Le mie domande se sei uno del settore le trovi strane, ma particolarmente interessanti. Questo è il mio obiettivo, fare interviste a chi è già nel settore per far capire a chi ne è fuori come entrare e sopratutto cosa si troverà ad affrontare se entra. 

fumetti d'autore

Beh mamma dice sempre che non bisogna parlare con gli sconosciuti su internet ma se proprio devo dire qualcosa… Io sono OBLOQUOR, sono un sedicente sceneggiatore e soggettista di fumetti, un blogger, e a volte scrivo anche racconti brevi. Ho iniziato ad appassionarmi al mondo del fumetto alla veneranda età di 13 anni quando in preda alla noia mi misi a leggere l’Eternauta e beh… che fai dopo, non incominci a leggere fumetti come non ci fosse un domani? 
Arrivato alla soglia dei 16, a causa di svariati fallimenti amorosi e la constatazione di come non tutti i fumetti sono dei capolavori, mi convinco di poter fare fumetti anche io. Dopo circa 10 minuti da questa epifania mi rendo conto della mia più totale incapacità di disegnare. A 40 minuti dall’epifania mi rendo conto che i disegnatori chiedono una cosa che mai prima di allora avevo considerato: i soldi.
Indeciso tra il vendere organi al mercato nero o iniziare a scrivere racconti per prendere la mano con la scrittura, decido saggiamente di optare per la seconda opzione. Nel frattempo vengo invitato ad entrare nella redazione del Synapsis Blog, prima in qualità di autore per la loro rubrica di racconti e poi come curatore di una rubrica di recensione di fumetti. L’esperienza con il Synapsis blog (durata fino al 2017) mi aiutato nel capire come: il mondo dei blog è brutto, tutti copiano, nessuno fa contenuti originali, tutti spammano, facebook è un social morto ma ancora utile, avere una buona programmazione è tutto, collaborare è importante e rosso di sera bel tempo si spera. 
Terminata questa esperienza nel mondo dei blog dal quale ero sicuro sarei uscito per sempre ( non fatelo, non iniziate mai un blog! Non ne uscirete MAI) ritorno al mio secondo amore: la scrittura. Inizio quindi un periodo di vera e propria latitanza dal mondo del fumetto, in cui sono entrato a far parte di svariati collettivi, ho partecipato a svariate iniziative, ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. 
Deliri cosmici a parte arrivato alla veneranda età di 21 anni, mentre ero degente in un ospedale, con una colicisti in meno e in  preda ad una crisi mistica, decido di tornare ad occuparmi di fumetti. Mentre scrivo sceneggiature apro il mio nuovo blog in cui inizio a realizzare interviste. Carico anche alcuni racconti vecchi di anni ( rigorosamente mai corretti, ci tengo a specificarlo). 
Nel mentre che curo il blog mi rendo sempre più conto che la scena italiana del fumetto, per quanto vivace ed attiva, abbia bisogno di canali più specifici dove potersi esprimere. L’obbiettivo del mio blog, con le sue interviste e gli articoli sui fumetti, è proprio questo: cercare di dare una vetrina ai fumettisti italiani  e supportarli. Nel mio intimo non ci sarà chilly ma un cuore di lettore che cerca di fare quel che può.
Intanto continuo a scrivere fumetti ( a volte mi pagano anche per farlo! Però solo su Fiverr) ho messo in piedi un’altro gruppo di artisti in cui produciamo webcomics. Per chi fosse interessato si chiama Onion Comics e a partire da Giugno inizieremo a pubblicare su Tapas e Webtoon i nostri fumetti in inglese ( sul mio blog li troverete in italiano). Ho anche un canale Telegram che si chiama “OBLOQUOR | Fumetti e dintorni” in cui commento le notizie riguardarti il fumetto e la cultura pop ( sempre per la logica del perché fare 2 cose insieme quando nei puoi fare 3?). Ho anche altri progetti in cantiere ma sono troppo vaghi ed indefiniti per poterne parlare qui, vi basti sapere che faccio roba vedo gente. 

BIOGRAFIA

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