Rita Renoir: Arte erotica e Femminismo visuale

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Esplora il mondo distintivo di Rita Renoir: Artista e Femminista.

Inizia una nuova era dell’arte, una rivoluzione visiva che sfida i confini della convenzionalità. Rita Renoir, pseudonimo ispirato all’eleganza delle stelle del Crazy Horse degli anni ’50, si presenta come una figura centrale in questo panorama artistico audace. Dopo un percorso attraverso l’école Boulle e un’esperienza significativa nel settore della comunicazione visiva, Rita ha abbracciato il suo destino artistico nel 2015.

Il cuore pulsante della sua arte? Le donne. Da un’osservazione che inizia in modo inconscio, il suo sguardo si trasforma in una scelta consapevole e appassionata. Attraverso il suo tratto distintivo, Rita Renoir ci guida in un viaggio intrinseco nella sensualità e nell’intimità, superando ogni preconcetto.

Attraverso il suo lavoro, Rita offre una chiara trasparenza del suo pensiero. Il suo mondo poetico è una liberazione, una trasformazione di oggetti e concetti convenzionali in metafore surreali. Lei cambia il phallus in sucre d’orge, rappresenta il sesso femminile come un nettare liquoreo da gustare, dando vita a dettagli incongrui con tocchi di rosso per sorprendere il nostro sguardo. La sua arte, esposta in rinomate mostre erotiche e femministe, e pubblicata su prestigiosi magazine d’arte, sottolinea la sua capacità di spingersi oltre i confini, sfidando la norma e provocando la riflessione.

Parlando del ruolo delle donne nell’arte erotica, Rita Renoir si pone come una voce critica contro l’essentialismo, spingendo le donne a uscire dai loro ruoli di muse docili per influenzare una visione più inclusiva e sfidare la prospettiva ancora troppo spesso etero patriarcale dell’erotismo.

Ed ecco perché è tra le ispiratrici di FEMMINA.

1 – Per cominciare, potresti parlarci un po’ di te e del tuo stile artistico?

Dopo gli studi presso l’école Boulle, ho lavorato a lungo nel campo della comunicazione visiva: architettura, design della comunicazione, grafica; con una breve deviazione di alcuni anni verso l’editoria. Nel 2015 ho scelto di intraprendere un percorso artistico sotto il nome di Rita Renoir. Il mio pseudonimo, ispirato a una vecchia star del Crazy Horse degli anni ’50, è indossato come un bellissimo vestito scintillante, per spogliarmi attraverso disegni sensuali e intimi.

Inizialmente in modo inconscio, poi gradualmente come una scelta pienamente consapevole, le donne sono al centro del mio lavoro. Osservarle e disegnarle mi porta a essere più indulgente e a superare alcuni pregiudizi.

Dal 2016, ho navigato tra mostre erotiche e/o femministe (SALO, Des Sexes et des “Femmes”, Love and Sex Festival di Namur…) e pubblicazioni su riviste e libri d’arte (Aotearotica, Nakid magazine, Castor magazine, Ladies…).

2 – Il tuo lavoro è sicuramente molto distintivo. Qual è la tua principale motivazione dietro la creazione di arte erotica?

Quello che apprezzo soprattutto nell’arte erotica è questa costante sensazione di essere sul filo. Siamo nell’arte della suggestione e della sottigliezza. Non ho nulla contro la pornografia, ma la trovo meno stimolante intellettualmente parlando.

La scelta di questa tematica è inizialmente una reazione più istintiva che un lavoro veramente riflessivo. Quando ho ripreso il percorso del disegno alla fine del 2014, mi stavo appena riprendendo dalla morte di una persona cara che mi aveva molto scossa. Penso che in quel periodo, illustrare l’erotismo e la sensualità sia stata probabilmente per me una forma di pulsione di vita salutare. Ho pubblicato molto rapidamente le mie prime illustrazioni su un account Tumblr e su Twitter, per non restare bloccata nella procrastinazione. E poiché ho ottenuto immediatamente molte più reazioni di quanto mi aspettassi, ciò mi ha obbligata a interrogarmi su ciò che cercavo davvero di esprimere. Diventare progressivamente più esigente con le mie scelte mi ha permesso poi di affermarmi come artista e donna.

3 – Hai un pensiero o un messaggio particolare che cerchi di trasmettere attraverso il tuo lavoro?

Quando creo, sono molto attaccata alla chiarezza del mio discorso. Disegno principalmente in digitale con il software Illustrator. Questo mi permette di soddisfare la mia ossessione per le linee sottili e stilizzate, la cura della precisione e della purezza. La mia palette di colori è spesso limitata a nero, bianco e qualche tocco di rosso. Storicamente, queste tre colorazioni sono state le prime ad essere padroneggiate e utilizzate. Rinviano a sentimenti di ordine primario: oscurità e chiarezza per il nero e il bianco, fuoco o sangue per il rosso. Per questo li trovo così interessanti simbolicamente in materia di erotismo.

Il rosso è spesso il colore che uso per evidenziare dettagli incongrui al fine di creare un effetto sorpresa. Utilizzare una forma di surrealismo poetico giocando con metafore strampalate è molto liberatorio per me. Così mi diverto a trasformare un fallo in bastoncino di zucchero, a disegnare l’organo femminile come un nettare liquido da gustare, a far tornare i peli pubici allo stato selvaggio o a diventare lana per coperture di intimo. Disegnare è per me un modo di spiegarmi il mondo per comprenderlo meglio e renderlo più sopportabile quando lo trovo brutto.

4 – Parlando del ruolo delle donne nell’arte erotica, come percepite la loro rappresentazione nella banda disegnata e nell’illustrazione erotica in generale?

Col passare del tempo, ho un sentimento sempre più misto in proposito. Da un lato, sono entusiasta che si dia più spazio alle donne nell’arte e non solo nel campo erotico. Ma penso che sia anche necessario fare molta attenzione a non cadere in un lato troppo essentialista, limitandosi ad aggiungere sistematicamente l’etichetta “al femminile” a qualsiasi manifestazione culturale. Alla fine, questo serve solo a confinare in una minuscola casella marginale il lavoro artistico di coloro che non seguono i canoni normativi dell’Arte con la A maiuscola, i cui attori più celebrati sono bianchi e cis-etero.

5 – Che tipo di contributo pensi che le artiste femminili possano apportare al genere erotico?

« Il en est tant qui ne sont pas

– femmes, hommes –

Complètement sortis

De l’utérus de leur mère.

Voudraient forcer les autres

À s’y fourrer aussi.

Non merci !

Foin des protections,

Des familiales complaisances

Et oreilles trop bien disposées !

J’aime gueuler pour qu’on m’écoute

Et changer de pays natal.»

Questo poema di Jeanne Chardon, una poetessa che adoro, illustra perfettamente il mio sentimento a riguardo. È giunto il momento che le donne escano dal loro ruolo di muse ben docili e passive e cambino la visione dell’erotismo, troppo spesso ancora etero patriarcale.

6 – Hai progetti futuri che vorresti condividere con i nostri lettori?

Parteciperò all’esposizione “Carte blanche” presso il Castor magazine dal 6 al 26 novembre 2023 presso il Centre Paris Anim’ Montparnasse, nell’ambito del Festival des Fiertés della Mairie de Paris. Sono molto felice di ritrovare il team di questa rivista femminista con cui ho lavorato diverse volte, in particolare Pam Méliee, la dinamica e premurosa redattrice capo.

Inoltre, ho ora un nuovo sito web: https://ritarenoir.fr/, che raccoglie l’intero mio lavoro. Effettivamente ho scelto di allontanarmi sempre di più dai social media ora, perché non mi piace affatto il modo in cui si evolvono. È un vero freno alla libertà di creare secondo me. Prendendo la decisione di fare questo passo laterale, ho abbandonato un ritmo di pubblicazioni sempre più frenetico e molto ansioso. Mi permetto di sperimentare altri campi creativi senza obblighi particolari e soprattutto di prendermi il tempo per riflettere. Il mio prossimo obiettivo sarà creare una newsletter.

IN CONCLUSIONE

In ogni intervista aggiungo un tassello alla mia visione sempre più concreta. Dal movente all’anonimato, alla fragilità al femminile oggi incontro il riscatto del genere erotico delle donne e per le Donne. Grazie a Rita.


Questa intervista nasce da una nuova collaborazione con Femmina che arriva da un account di Instagram con l’intento di crescere e realizzare una rivista esclusiva di fumetti erotici disegnati/scritti da donne fumettiste. Sono sempre alla ricerca di fumettiste, se sei una delle interessate contattale in DM.

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