Realtà editoriali del fumetto, parliamone!

self area lucca 2021

COSA SONO LE NUOVE REALTÀ EDITORIALI DEL FUMETTO.

Indubbiamente parlare di realtà editoriali in questo mese fa venire in mente la notizia che ha accompagnato il nuovo Lucca Comics & Games 2021. Le nuove realtà sono alternative al grande sistema dell’editoria italiana, che purtroppo non sperimenta (o non rischia) per colpa dei perenni tempi di crisi in Italia. Nonostante ciò, emerge una necessità di autori, di sceneggiatori, di coloristi e altri che vorrebbero vivere di fumetto, quella di esserci con minori incombenze e un maggior controllo della propria creatività.

 

Grazie per il tuo interesse nel magazine, allora perché non scoprire i Fumetti N O  L I M I T S ! Leggi di più.

 

 

Ebbene, ti racconto cosa è successo nei primi giorni di ottobre. In un post “super condiviso” è girato il comunicato stampa di ben 29 realtà editoriali che hanno deciso di non partecipare all’edizione di Lucca 2021. La motivazione è stata la collocazione esterna alla città della famosissima self area, conferendone marginalità nel settore. Presto hanno ricevuto riscontro ufficiale in una soluzione di riserva dal direttore del festival Emanuele Vietina: di essere presenti nella storica Biblioteca Civica Agorà, non distante da Piazza Napoleone e supportati dalla Bookshop Self Area gestita dalla libreria bolognese Inuit, che sarà presente sia fisicamente che online.

Dalla contestazione a oggi si sono aggiunte altre realtà, sono ben 48 e contano più di 200 autori; attendiamo le presenze ufficiali per il 29 ottobre.

COMUNICATO STAMPA FIRMATO DA: Amianto Comics, Attaccapanni Press, BandaBendata, BlackBoard Autoproduzioni, Cabin Boy Studio, Collettivo Canederli, Collettivo Interiors, Collettivo Nowhere, Cthulhu Chronicles, Cyrano Comics, Diamond Dogs, Donuts Comics, Ehm Autoproduzioni, Formula Magica, Gli Ultracani, Incubo alla Balena, Inuit Editions, La Tana Autoproduzioni, Lök Zine, Macondo, MalEdizioni, Mammaiuto, PollinArt-Kepler, Potpourri Comics, Purpurea Noxa, Slowcomix, Storie Brute, Tenaga Comics, Wanderer Autoproduzioni.
Si uniscono i fumettisti: Federica D’Angella, Flavia Biondi, Giulia Adragna, Ivan Lodi, Jessica Marino, Lorenza De Luca, Marta Zaccarini.

QUANTO CONTA L’AUTOPRODUZIONE IN ITALIA, OGGI?

In effetti, quanto conta l’autoproduzione sul mercato italiano e quanto ha influito il prima e dopo covid. Dall’Indagine sui mestieri del fumetto in Italia 2020 del MeFu ho potuto osservare i numeri per capirne di più. Il report ha come obiettivo una definizione statistica dei professionisti del fumetto, ma sono emersi dati interessanti.

Si evince che oltre all’editoria tradizionale, il 63,2% degli autori ha realizzato o preso parte alla pubblicazione di almeno un’autoproduzione negli ultimi cinque anni.

CHI SONO LE REALTÀ EDITORIALI DEL FUMETTO ITALIANO.

Tutto ebbe inizio con il self publishing utilizzato da molti come prima alternativa all’editoria a pagamento. Il concetto di autoproduzione si è strutturata in microeditori, collettivi e associazioni.

  • Editori micro, ovvero piccoli, per l’entità della loro produzione, ma grandi per la qualità dei loro prodotti e spesso attaccati in modo viscerale a un territorio o contesto specifico.
  • Collettivi che puntano alla distribuzione di un solo fumetto per contenere i costi o anche l’aggregazione di profili validi per proporsi al mercato del lavoro. Come collettivo sto seguendo @zen.comicart.
  • Associazioni che riescono a interagire con servizi/proposte. Questa è la modalità più affine al nostro magazine.

Nello stesso periodo il 37,8% degli autori ha realizzato anche uno o più fumetti pubblicati direttamente online. La prima scelta il 45,3% restano i social media come Facebook e Instagram ma avuto maggiore risonanza la piattaforma Patreon che ha insegnato una modalità di sostegno in vari livelli. Si osserva positivamente anche una certa attività su siti di fumetti, di collettivi e mini siti di grandi piattaforme o blog, grazie a una contaminazione di visibilità post covid.

SCOPRI LE NUOVE OPPORTUNITÀ DELLE REALTÀ EDITORIALI.

Perché essere indipendenti:

  • Completa autonomia creativa e produttiva: il copyright è nelle mani dell’autore.
  • Raggiungere i lettori rapidamente con un valido supporto di comunicazione online.
  • Motivazione “compulsiva” nel tempo dedicato alla promozione sui social media.
  • Attenzione per gli strumenti digitali e piattaforma di vendite come Amazon e Shopify.

Scrivo una piccola nota sulla promozione online che di solito è poco forte per le case editrici che si limitano a sponsorizzazioni sui social media. In verità per la ripresa hanno intensificato le newsletter e migliorato le moderazioni della community. Guardando sempre i dati del MeFu mi accorgo che gli autori si promuovono per il 80,8% su Instagram. Segue Facebook tra profilo e pagina, ma la percentuale che mi rende perplessa è il 15,8% che non è ANCORA interessato! Ora o già lavorano come fumettisti e godono del loro passaparola o non li sanno usare perdendo potenziali lettori. Spero che in quest’anno sia cambiato qualcosa.

IN CONCLUSIONE

Quello che io posso fare per supportare la presenza delle nuove realtà editoriali in forma “pari opportunità” è parlarne. Da un lato non ho ancora questa esperienza e né conosco le dinamiche delle fiere/eventi, dall’altro ho già gli strumenti per farlo. Pertanto se devo sostenere il cambiamento lo farò in questa edizione di Lucca dando spazio nel mio magazine a interviste e recensioni delle realtà editoriali destinate al fumetto.

Cosa ne pensi della situazione attuale? Scrivimi nei commenti cosa aggiungeresti alla mia riflessione.


Fonti: FumettologicaFrizzifrizzi

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