L’erotismo softcore

fumetti erotici

Sai cos’è il genere pinku eiga?

Deriva dal pink film, indica un macrogenere del cinema giapponese che include genericamente qualsiasi film contenga nudità o abbia a che fare con il sesso ma è spesso utilizzato per contenuti erotici softcore, nato alla fine degli anni sessanta e prodotto anche oggi, caratterizzato dal basso costo di produzione e dai tempi brevissimi di realizzazione (solitamente una settimana di riprese). Il cinema e il fumetto s’ispirano a vicenda ed è per questo che probabilmente è stato il tipo d’illustrazione a ricevere un riconoscimento come genere solo dopo aver sperimentato il cinema.
Consiglio d’iniziare da qui, dai capolavori di Kazuo Kamimura. Una delle opere più famose dell’autore è il manga Lady Snowblood, da cui è stato tratto l’omonimo film nel 1973. Sono state tradotte in italiano anche le sue opere Una gru infreddolita. Storia di una geisha, L’età della convivenza, Il club delle divorziate, Il fiume Shinano, Il parco dei cervi, I fiori del male e “Golden Gai” – Le notti di Tokyo.

Golden Gai. Le notti di Tokyo.

In quest’opera il maestro del gekiga Kazuo Kamimura prende spunto dall’opera del regista Suzuki Norifumi. Rintaro Hibiki, regista di pellicole pinku eiga (film erotici softcore), è sedotto dalle donne che incontra nel “golden district” di Tokyo. Una bella ragazza che sembra il ritratto giovanile di una famosa attrice dell’era del cinema muto. La regina di un club segreto dove ogni sera vanno in scena grandi nomi del mondo politico e degli affari. Un incontro dopo l’altro, a metà tra il mondo reale e la dimensione onirica, Rintaro troverà ispirazione dalle storie e dai personaggi del Golden Gai, il quartiere ombra che si estende con i suoi duecento bar alle spalle di Shinjuku e che lo stesso Kamimura amava frequentare di notte, come insolito “studio” nel quale disegnare le sue tavole magnifiche e indimenticabili.

I fiori del male.

Nel 1975 esce, per la rivista “Manga Erotopia”, “I Fiori del Male (Aku no hana)”, che viene definito come un drammatico affresco delle perversioni dell’animo umano. Gli echi letterari come i riferimenti a De Sade e Mishima sono brillanti e il sodalizio tra la fantasia di Okazaki e il disegno di Kamimura rende questo manga uno dei titoli di punta della rivista. Nel raccontare la tragedia estetica e sociale della protagonista Sayuri, gli autori si soffermano ad analizzare pulsioni e brutalità sessuali mai affrontate da una pubblicazione per adulti. Adatto a un pubblico adulto.

Una gru infreddolita. Storia di una geisha.

Pubblicato tra il 1974 e il 1980 sulle pagine della rivista “Big Comic”, “Una gru infreddolita” (Itezuru) è una tra le opere più rappresentative di Kazuo Kamimura (1940-1986), figura centrale del movimento gekiga e del manga in generale. Attraverso la storia di una bambina venduta a una casa di geisha, l’autore ricostruisce un mondo ormai quasi del tutto scomparso, dove l’eleganza si mescolava al talento, la bellezza alla tristezza, il dolore alla solitudine.

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