3 domande a Mirko Orlando

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IL FOTOGRAFO E ILLUSTRATORE MIRKO ORLANDO PRESENTA “PARADISO ITALIA”, UN’OPERA DI GRAPHIC JOURNALISM IN USCITA A MAGGIO 2019. DA ALLORA SONO NATE 3 DOMANDE VELOCI COME I SOCIAL PER CONOSCERE LA SIMBIOSI DEL FUMETTO CON IL GIORNALISMO.

1 – Quando hai capito di dover parlare a modo tuo del tema migranti quando tutti fanno finta di nulla?

Mi sono sempre occupato di marginalità sociali, perché credo che lo scopo dell’arte sia proprio quello di denunciare le problematiche del proprio tempo. Nel caso specifico, dopo che il ministro degli interni Matteo Salvini ha dichiarato, in un programma di approfondimento politico, che i migranti climatici sarebbero quelli che scappano dal proprio paese perché insoddisfatti del clima (lo ha detto davvero, è assurdo ma lo ha dichiarato ai microfoni di… posso fare nomi?), ho capito che affrontare l’argomento con maggior rigore era diventato necessario. Il problema, infatti, non è che un politico dica delle sciocchezze per accaparrarsi qualche voto in più, ma che un giornalista glielo conceda. Questo è il problema. Così ho capito che non potevo più aspettare, che controbilanciare queste narrazioni era diventato davvero urgente.

IL GRAPHIC JOURNALISM DÀ VOCE AI MIGRANTI.

Hai già letto il comunicato stampa?

2 – Chi è il tuo riferimento artistico e perché?

Ognuno di noi è la somma delle persone che stima e che ne hanno formato il punto di vista. Dentro di me resta vivo il rigore metodologico di un Joe Sacco, l’autenticità di Andrea Pazienza, la precisione di Paolo Pellegrin, l’onestà intellettuale di Pier Paolo Pasolini, o la deontologia di un Ryszard Kapuściński. Ma sarei mai riuscito a intercettare certi sguardi senza la preziosa lezione di Diane Arbus? E alcuni passaggi letterari senza la penna eccezionale di Emil Cioran? Insomma potrei continuare per molto ancora ma il punto fondamentale non è fare i nomi di tutti quelli che mi hanno influenzato, ma cogliere il filo rosso che li lega. Da tutti questi autori ho imparato che l’arte è mestiere, e che il mestiere dell’arte riguarda primariamente la realtà. Sono sguardi che non evadono, non intrattengono… non sono autoreferenziali. Per citarne soltanto un altro, direi che mi rivolto, dunque scrivo.

3 – Qual è il tuo prossimo progetto?

Resto concentrato sui fenomeni di grave emarginazione sociale: tossicodipendenza, prostituzione, povertà, immigrazione, perché sono convinto che dai margini si possa beneficiare di una visione d’insieme più ampia, e perché quando ti trovi alla periferia dell’umanità puoi ubriacarti da far schifo senza sensi di colpa, senza sentirti giudicato.

Tu cosa ne pensi degli usi “alternativi” del fumetto?

RINGRAZIO AUTORE: MIRKO ORLANDO