Monsieur Bau Bau era solo l’inizio del fumetto animal

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Tutto ha inizio a Parigi 1864. Il fumetto animal nasce da una moda nel racconto illustrato prende il sopravvento: storie ordinarie umanità in sembianze animali. Animali vestiti, in piedi e impegnati in attività quotidiane. Questa tendenza deriva dal greco Zoomorfizzare da scoprire nel nostro glossario dedicato al fumetto fino ad oggi chiamata Funny animals passando per Uncally animal.

Il primo fumettista antromorfizzato fu James Swinnerton che pubblicò Little Bear Tykes la storia di un piccolo orso. La curiosità é che la striscia accompagnava le previsioni del tempo di un quotidiano quando si parlò nelle cronache californiane di un piccolo grizzly. Solo successivamente divenne a New York un fumetto autonomo con Mr. Jack.

funny animal

Oggi il genere é chiamato Funny animals, ma non concordo, se non per l’origine statunitense nell’uso sequenziale. Sembra una sorta di Zootropolis, in un ottica pedagogica sentimentale. Gli stili di nuovi fumetti vengono studiati a tavolino dai professionisti dell’editoria e il fine resta il coinvolgimento dei lettori: allora mi chiedo quando é la chiave di lettura più adatta.

A oggi scopro un fumetto zoomorfizzato che uscirà con Sergio Bonelli Editori ” I bastardi di Pizzofalcone” a aprile 2019. Tratto dai romanzi di Maurizio De Giovanni (scrittore partenopeo) “Il commissario Ricciardi” é stato fumettato, visto in tv in serie e riletto ma in versione animal mai!

Notevole la collaborazione della Scuola Italiana Comix di Napoli coordinata da Punzo/ Boccia e una donna al disegno Fabiana Fiengo.

DOMANDA: Da cosa é nata l’idea di rappresentare i personaggi in animali?

Vorrei conoscere le motivazioni, considerato il contesto socio-popolare in cui la città partenopea gode di un’anima bella e dannata, la scelta grafica potrebbero suscitare facili fraintendimenti. Vorrei riflettere e guardare il loro punto di vista in una società online in cui un respiro può diventare una tromba d’aria.

Uno stile così definito é una scelta importante: deve marcare una differenza e chiedere con disperazione attenzione. L’ultima versione del Commissario Ricciardi é una ferita che mi dice: tra quelle strade siete tutti uguali…animali. Per quanto il fumetto sia supportato da una grafica affascinante io lo lascerò in libreria. Avrei consigliato all’art director di farsi una passeggiata tra i sensi comuni di chi non è di Napoli e comprendere la mia perplessità. Se poi l’intento é un punto di rottura, al momento non lo riconosco, ma coinciderà con le statistiche? Quale ricerca marketing ha dato esito che cambiare forma ai protagonisti di una realtà poliziesca battezzata in “gomorriana” avrebbe generato vendite? Ci tengo a precisare che Napoli non é presente in alcuna lista ufficiale in tema di violenza (rif. IL SOLE 24 ORE)

UN FATTO UMANO – La storia del pool antimafia EINAUDI

La scelta migliore in cui la trasformazione in animale é “Un fatto umano – La storia del pool antimafia” di Alessandro Pedroni, Fabrizio Longo e Manfredi Giffone (EINAUDI) Al di là del fatto realmente accaduto e del coraggio di due eroi dei nostri tempi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la lotta alla mafia siciliana in una pubblicazione a fumetti diventa poetica. La forma animale é protagonista come coraggio e istinto, lontana da ogni manipolazione mentale e economica.

MAUS COMIC

Doveroso fare qualche passo indietro. Se ti nomino MAUS? Solo un mese fa Art Spiegelman, fumettista statunitense, ha compiuto 70 anni. Il primo fumetto a vincere un premio Pulitzer nel 1992 che narra la storia del padre . Durante la Seconda guerra mondiale gli ebrei sono rappresentati come topi – “Maus” in tedesco “topo” – e i nazisti come gatti. Lo stesso autore ha confessato che essere definito una graphic novel non piaceva, distaccandosi troppo dalla realtà. Anche in questo caso la scelta funziona: la forma animale é servita per rendere chiaro un fatto di cui si era a conoscenza in quei tempi. Intrappolati in un dramma darwiniano, come il gatto che insegue il topo sotto gli occhi di tutti. Ma nessun ha fatto nulla, dov’erano i cani?

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BLACKSAD – Dargaud

Piacevolmente ho inserito Blacksad tra gli esempi. Lo considero il più giovane e non per questioni d’età ma di comunicazione. La saga inizia nel 2000 dagli autori spagnoli Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido scelgono un gatto umanizzato, detective, nero e vestito poco stirato. La scelta dei Funny animal che parte dal background disneyano degli autori implode in scene violente e di sesso. Qui la scelta é un modo di raccontare, dietro alla fisionomia conflitti sociali, ingiustizie e corruzione. Un noir a tutti gli effetti da sapore retrò che decollerà verso il futuro con un film di animazione e video gioco. Diventerà il tuo eroe inconsapevolmente e non ricorderai nemmeno che é un gatto. Potrebbe insegnare molto sulla diversità.

Un ultimo appunto lo lascio a Fritz The Cat , il primo animale vestito che ho conosciuto, prima ancora di Topolino e Paperino. Lo confesso mi fa ridere ma ancora oggi mi turbano i suoi tratti.

Aspetto i tuoi suggerimenti nei commenti: cosa ne pensi di questa tendenza? Hai altri esempi?

 Fonte img in evidenza:Sergio Bonelli Editori " I bastardi di Pizzofalcone"